Gli sconvolgimenti nel nord Africa

11 AGO 20
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Tutti presi dalle confuse vicende di casa nostra,stiamo prestando scarso interesse agli sconvolgimenti nel nord Africa dove i popoli richiedono a gran voce governi democratici. Sono situazioni che, invece,meritano attenzione perché segnalano cambiamenti in atto di notevole interesse nel mondo arabo. Tunisia e Algeria hanno dato l'avvio,in seguito all'aumento dei prezzi di alcuni generi di prima necessità,a rivolte di popolo mirate a far cadere capi di Stato sostanzialmente dispotici nonostante l'apparenza democratica. Queste rivolte,con un effetto "domino" imprevedibile,si sono propagate in Egitto dove qualche mese fa si erano verificati odiosi fatti di sangue dettati dal fanatismo religioso. Oggi,invece, lo scenario è diverso. La povertà ha portato in piazza tutta la popolazione, che vede il suo principale esponente d'opposizione in ElBaradei,premio Nobel per la pace. Le imponenti manifestazioni quotidiane hanno l'obiettivo di rovesciare il regime di Mubarak sostenuto da una classe militare di ferro,oltretutto privilegiata economicamente. Il premio Nobel denuncia la gravità di un regime solo in apparenza democratico, e qui chiama in causa la connivenza degli Stati Uniti. Sottolinea che la stabilità è garantita solo laddove c'è un governo eletto secondo le regole della democrazia. Insomma,una grande parte del popolo si sta ribellando ad un governo che finora ha tutelato gli interessi propri e quelli della classe militare,certo non quelli della classe popolare. La parola "democrazia"-si sa-nasconde spesso realtà ben diverse. Ecco appunto: tutti questi popoli arabi medio-orientali,generalmente arretrati politicamente,stanno dimostrando una presa di coscienza dei propri diritti,che va letta come un progresso,certamente lento e graduale,in senso democratico. Ed è auspicabile che a questi eventi guardino tutti i popoli africani, ma non solo, soggetti a governi autoritari,per capire qual è la vera realtà nascosta dietro un potere dispotico. E trarne le debite conseguenze.